Come finisce Una giusta causa, finale spiegazione del film sulla storia vera di Ruth Bader Ginsburg

Come finisce Una giusta causa

Come finisce Una giusta causa, trama e finale

Una giusta causa è un film 2018 diretto da Mimi Leder, basato sulla vita di Ruth Bader Ginsburg, seconda donna a servire come giudice associato della Corte suprema degli Stati Uniti. Felicity Jones ha interpretato la parte della protagonista. Il cast si completa con Armie Hammer, Justin Theroux, Jack Reynor, Cailee Spaeny, Sam Waterston e Kathy Bates. Come finisce Una giusta causa. La trama, il finale e la spiegazione del film.

Una giusta causa trama completa

Ruth Bader Ginsburg, laureata in giurisprudenza all’Harvard Law School nel 1956, è stata rifiutata da tutti gli studi legali in quanto donna. Sostenuta dall’amore del marito Martin e dall’avvocatessa progressista Dorothy Kenyon, che riuscì a portare il proprio caso rivoluzionario davanti alla Corte d’Appello degli Stati Uniti e ribaltare un secolo di discriminazione di genere.

Come finisce Una giusta causa

Contro il parere di tutti, Ruth vinse il processo. Le sue lotte per la parità di diritti e i primi casi di una carriera storica determinarono un epocale precedente nella storia degli Stati Uniti sul fronte della parità dei diritti. Fuori dal tribunale, il giudizio è riservato, Ruth ha finalmente trovato la sua voce come avvocato. I titoli di coda indicano che la Corte d’Appello si è trovata all’unanimità a favore di Moritz.

Una giusta causa finale spiegazione

La scena finale mostra Ginsburg nella vita reale che sale i gradini dell’edificio della Corte Suprema. Il film è un tributo alla sua figura, seconda donna a essere nominata Giudice della Corte Costituzionale degli Stati Uniti, e una delle personalità più influenti nella lotta per la parità dei sessi sul lavoro. Il finale del film “Una giusta causa” è quindi un momento di grande ispirazione e trionfo. Dopo una lunga battaglia legale, Ruth Bader Ginsburg, interpretata da Felicity Jones, riesce a vincere il caso Moritz v. Commissioner of Internal Revenue davanti alla Corte d’Appello. Questa vittoria non solo ribalta una legge discriminatoria basata sul genere, ma apre anche la strada per una maggiore eguaglianza tra uomini e donne nella legislazione statunitense.

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