Come finisce Caracas, spiegazione finale e recensione del film di Marco D’Amore

Come finisce Caracas film 2024

Come finisce Caracas, spiegazione finale del film di Marco D’Amore

Il film Caracas è un dramma complesso del 2024 diretto e interpretato da Marco D’Amore, attore e regista che ricorderemo tutti soprattutto per il ruolo di Ciro di Marzio in Gomorra La Serie. Caracas nasce dal romanzo “Napoli Ferrovia” di Ermanno Rea. La trama segue il celebre scrittore napoletano Giordano Fonte, interpretato da Toni Servillo, che ritorna nella sua città dopo anni di lontananza. Durante una conferenza, annuncia di non voler più scrivere, ma l’incontro con il misterioso Caracas, interpretato da Marco D’Amore, cambia le cose. Caracas, una figura di riferimento nella metropoli, ha una storia d’amore tragica e un presente oscuro, essendo un ex militante di estrema destra convertitosi all’Islam. Il film esplora temi di identità, appartenenza e la complessità della vita urbana. Come finisce Caracas. Il finale, la spiegazione e la nostra recensione del film.

Come finisce Caracas film di Marco D’Amore

Il film Caracas è così complesso da mettere in dubbio anche l’esistenza di Caracas, l’uomo che ha ispirato il nuovo libro di Giordano Fonte. Inizialmente, si poteva pensare che Caracas fosse addirittura Giordano Fonte da giovane. Lo scrittore ha visitato un orfanotrofio, ma poi scopriremo che non lo ha mai frequentato. Fonte ha ricordi confusi e imprecisi di incontri e allucinazioni con Caracas, la sua fidanzata Yasmina e una bambina. Chi è veramente Caracas ? No, non può dunque essere una proiezione giovanile di Giordano. Questa teoria viene annullata, quando Caracas viene accoltellato e ucciso in un vicolo di Napoli dal suo ex amico fascista (Marco Foschi), dopo aver difeso un uomo arabo durante una guerriglia urbana. Questa scena è stata mostrata inizialmente sostituendo Caracas all’uomo arabo ucciso. Giordano ha osservato entrambi le scene, ma nella sua immaginazione da scrittore.

Caracas finale spiegazione del film: Caracas esiste davvero ?

La confusione cresce sempre di più dopo la morte di Caracas. Ha mai incontrato effettivamente Giordano Fonte ? Secondo la nostra visione, Caracas non esiste è una visione dello scrittore. Da notare la scena in cui Giordano raggiunge Caracas in un rifugio per drogati, dove è presente anche Yasmina (che successivamente morirà di overdose). Qui Giordano appare con i suoi appunti, mentre viene trascinato da Caracas nel covo dei tossicodipendenti. Ecco, tutto questo è assolutamente inverosimile. Da notare la sua battuta “Perché sei vestito sempre così?” dice Caracas. “Perché devo portare i miei appunti”. Soffermandoci su quest’ultima battuta, è evidente che Giordano sta scrivendo il suo libro, non vivendo una storia reale.

Come finisce il film Caracas, la spiegazione finale

Verso il finale di Caracas, Giordano ha un’allucinazione nel suo albergo. Rivive la scena in cui Caracas muore, l’ultimo atto del suo libro. Il manoscritto è pronto per essere consegnato e pubblicato. Giordano è un uomo malato, probabilmente di schizofrenia, che vive la quotidianità con deliri mentali. La scena finale è addirittura una nuova proiezione del suo personaggio Caracas che ha “posseduto” la bambina che incontrò nella sua giovinezza a Napoli. Fonte ha sempre sperato di incontrare veramente Caracas, ma per ovvie ragioni non è mai accaduto.

Caracas recensione del film

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Caracas è un film ambientato nel quartiere malfamato di Napoli Ferrovia (vicino alla stazione centrale) dominato dalla violenza e dal dominio di culture troppo diverse e discordanti tra loro e gli stessi napoletani. Una zona dove regna il degrado fuori controllo. L’opera cinematografica di Marco D’Amore è fin troppo complessa, che non trova una spiegazione precisa, se non il dramma della malattia mentale di Fonte. A tratti inquietante, si perde più volte nella narrazione difficile da seguire per uno spettatore medio. Non si discute, invece, l’ottima prestazione attoriale di Toni Servillo e Marco D’Amore. Il personaggio dello scrittore Fonte ricorda per certi versi il buon Jep Gambardella, un uomo nostalgico che non riesce più a scrivere, a causa dei suoi demoni interiori. Ma La Grande Bellezza resta un capolavoro italiano inarrivabile.

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