Come finisce Martedì e Venerdì: spiegazione finale e recensione del film di Fabrizio Moro

Blog di Alberto Fuschi

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Come finisce Martedì e Venerdì

Martedì e Venerdì spiegazione finale e recensione del film di Fabrizio Moro

Come finisce Martedì e Venerdì

Il film Martedì e Venerdì è un dramma italiano del 2024 diretto da Fabrizio Moro e Alessio De Leonardis, seconda opera dopo “Ghiaccio”, che aveva già riscontrato un ottimo successo. La trama segue Marino, un uomo che sta attraversando un periodo difficile della sua vita dopo essersi separato dalla moglie Simona. Ora può vedere sua figlia solo due volte a settimana, appunto il martedì e il venerdì. Marino si trova anche in difficoltà economiche e si ritrova costretto a collaborare con vecchie conoscenze criminali per risalire la china. Protagonisti Rosa Diletta Rossi, Edoardo Pesce e la piccola Aurora Menenti. Come finisce Martedì e Venerdì ? La nostra spiegazione finale e la recensione del film di Fabrizio Moro.

Come finisce Martedì e Venerdì, trama completa

Marino è un uomo modesto che si trova in un momento difficile della sua vita dopo la separazione dalla moglie Simona. Può vedere sua figlia solo il martedì e il venerdì, giorni prestabiliti dal giudice e le difficoltà economiche lo spingono a chiudere la sua officina meccanica specializzata in motociclismo. Ed è proprio qui che incontra il suo amico d’infanzia detto Cioccolatino, affiliato con una piccola banda criminale romana, che risiede in una sala slot. Un giorno Marino riceve una sonora batosta con un pagamento di 50.000 euro per evasione dell’IVA. È costretto a chiudere l’Officina per estinguere il debito. Intanto, va a vivere da suo fratello Nando, ma le distanze tra lui, la ex moglie e la figlia si fanno sempre più larghe. Marino è un uomo disperato e come unico spiraglio vede. All’inizio riesce a cavarsela, ma poi fa il passo più lungo della gamba. Cioccolatino pensa di sfruttare le abilità di pilota di moto per compiere rapine a supermercati. Marino si ritrova di fronte a un dilemma morale, la sua lotta per mantenere un legame con sua figlia e le conseguenze delle sue scelte criminali.

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Come finisce Martedì e Venerdì, finale del film di Fabrizio Moro

Il duo Moro-De Leonardis ha unito il genere dell’action movie e della famiglia per tenere vivo il film dall’inizio fino alla fine. La colonna sonora scritta dallo stesso cantante romano ricorda un po’ lo stile di Suburra. La morale premia le scelte giuste e la pazienza. Più volte, il protagonista Marino ricorda la differenza tra correre e fuggire, soprattutto alla fine. Secondo lui correre vuol dire raggiungere un obiettivo, mentre nel fuggire non c’è nulla di buono all’orizzonte. E qui sarà decisivo il venerdì, il giorno in cui si terrà la gara della figlia Claudia. Ma Marino è impegnato a fare altro e non riuscirà mai ad arrivare in tempo dall’amata figlia. Guardate bene le scarpe con l’unicorno. Infine, la vera morale di Fabrizio Moro per il film Martedì e Venerdì si rivolge soprattutto ai padri separati che vivono in condizioni di difficoltà, ma che, purtroppo, troppo spesso, non vengono ricordati.

Martedì e Venerdì finale spiegazione del film (spoiler)

Marino accetta la rischiosa proposta di collaborare nella rapina nel grande centro commerciale di Roma. Purtroppo il colpo finirà male e sia il suo amico Cioccolatino che gli altri membri della banda muoiono. In quelle ore, Claudia sta facendo una gara in piscina, ma il padre per ovvi motivi è in ritardo. Riuscirà a raggiungere Claudia e Simona, ma la polizia (tra cui il padre dell’amica di Claudia) lo arresta. Marino viene condannato a 5 anni di carcere. Quando esce dalla prigione, nessuno lo aspetta. Sente poi la voce della figlia Claudia che lo chiama, lui si volta e sorride, ma è solo immaginazione.

Martedì e Venerdì recensione del film

Promossi tutti gli attori. Edoardo Pesce e Rosa Diletta Rossi formano un’accoppiata credibile di genitori che combattono una separazione. Anche la piccola Aurora Menenti, già nota per i suoi trascorsi in Don Matteo, dimostra maturità e dolcezza nel ruolo centrale di figlia. Degne di nota anche le interpretazioni di Giorgio Caputo, nei panni dell’amico Cioccolatino e di Adamo Dionisi il fratello Nando che ha condiviso più dolori che gioie con Marino. L’ottima riuscita e la coesione di questo cast, voluto fortemente da Moro, deriva anche dalla reale conoscenza e amicizia tra gli attori romani.

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