Miracolo a Città del Capo storia vera: Christiaan Barnard chi è il medico del primo trapianto di cuore

Blog di Alberto Fuschi

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Miracolo a Città del Capo storia vera

Miracolo a Città del Capo storia vera del film

Miracolo a Città del Capo storia vera

Miracolo a Città del Capo è un film 2022 diretto da Franziska Buch. A Città del Capo, nel 1967, qualcuno diceva “Questo non è un mondo per donne e gente di colore”. Ma saranno proprio due chirurghi coraggiosi, una donna bianca e un uomo di colore, che riusciranno ad influenzare e ispirare la prima operazione al cuore contro ogni previsione e pregiudizio. Un vero e proprio miracolo della medicina. Un fatto realmente accaduto? Miracolo a Città del Capo storia vera? Ecco da cosa è tratto il film.

Miracolo a Città del Capo storia vera, da cosa è tratto il film

Il Miracolo a Città del Capo è tratto dalla storia vera del chirurgo Christiaan Barnard, autore del primo trapianto di cuore nella località africana. Ecco, nello specifico, i fatti realmente accaduti il 2 dicembre 1967.

Miracolo a Città del Capo storia vera dell’operazione

La signora Myrtle Ann Darvall perde la vita durante un incidente stradale, mentre la figlia venticinquenne Denise entra in uno stato di morte cerebrale, a causa delle ferite riportate. All’Ospedale Groote Schuur, Louis Washkansky, sportivo della Lituania di 54 anni, soffre di un inguaribile problema cardiaco. Il padre di Denise autorizza il trapianto. Si tratta del primo cuore installato con successo nel corpo umano. L’operazione è stata condotta da Christiaan Barnard.

Miracolo a Città del Capo storia vera chi Christiaan Barnard

Dopo 9 ore di operazione, il cuore di Denise Darvall, appena deceduta, viene impiantato nel corpo di Washkansky e funziona regolarmente. Barnard diventa l’uomo copertina, ma il trapianto potrebbe subire, come tutti, un rigetto. Le condizioni del paziente Washkansky appaiono positive, ma Louis avrà quasi subito una polmonite bilaterale a causa dei farmaci immunosoppressivi. Washkansky ha una malattia inguaribile e muore in pochissimo tempo, dopo appena 18 giorni. L’operazione di Barnard è considerata rivoluzionaria nella medicina, nonostante la morte prematura del paziente Washkansky.

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