Qui rido io storia vera, Eduardo Scarpetta causa con D’Annunzio, chi aveva ragione ?

Blog di Alberto Fuschi

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Qui rido io storia vera

Qui rido io storia vera della causa Scarpetta D’Annunzio

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Qui rido io è un film 2021 diretto dal regista Mario Martone tratto sulla vita del grande attore e commediografo italiano Eduardo Scarpetta. La magia del cinema può raccontare numerose storie, reali o inventati. Il film di Mario Martone è basato su fatti reali ? A seguire: Qui rido io storia vera.

Qui rido io storia vera, chi è Eduardo Scarpetta

Qui rido io storia vera, Eduardo Scarpetta causa con D'Annunzio, chi aveva ragione ? - Spettacolo Italiano

Nella Napoli della Belle Époque, agli inizi del 900, il grande attore comico Eduardo Scarpetta è il re del botteghino. Di umili origini e affermatosi grazie alle sue commedie e alla maschera di Felice Sciosciammocca, al centro della sua vita regna il palcoscenico. Elemento chiave attorno al quale gravita tutta la famiglia, composta da mogli amanti e figli legittimi e non, tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. La vita di Scarpetta non è fatta di soli successi.

Qui rido io causa tra Scarpetta e D’Annunzio nel film

Nel 1904, all’apice della notorietà, si scatena la memorabile controversia, nata in seguito alla messa in scena della parodia de La figlia di Iorio. Non solo lo spettacolo viene interrotto da urla e fischi, ma D’Annunzio stesso decide di denunciare l’attore per plagio. Un processo che oltre a logorare Eduardo Scarpetta e la famiglia, rappresenta la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia.

Qui rido io storia vera causa tra Eduardo Scarpetta e Gabriele D’Annunzio chi aveva ragione ?

È tutto vero. La causa avvenne nel 1904 quando Scarpetta fu protagonista di una clamorosa vicenda che rimarrà per sempre negli annali della storia del teatro italiano. Scarpetta portò sul palcoscenico lo spettacolo Il figlio di Iorio parodia de La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio. L’opera di Scarpetta fu un incredibile insuccesso tanto da indispettire l’autore originale D’Annunzio (chi lo interpreta) che per ripicca lo trascinò in tribunale. La causa durò dal 1906 al 1908. Scarpetta vinse la causa, ma ricevette moltissime critiche da parte di Salvatore Di Giacomo e Roberto Bracco. Soltanto Benedetto Croce difese Scarpetta.

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