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Spin off serie tv italiane. I titoli migliori e quelli mai realizzati

Spin Off serie tv italiane, le migliori opere derivate e quelle che erano in programma

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Sempre più spesso in Italia sentiamo parlare di spin-off, un modo alternativo per raccontare un’opera televisiva o cinematografica già esistente. Differentemente dal crossover, ossia l’incontro tra due opere senza legami narrativi, dal prequel e dal sequel, ciò che precede o prosegue una serie o un film, e dal remake (il rifacimento di un’opera), lo spin-off è il derivato di una fiction o di un film che, grazie al racconto specifico di un personaggio, principale o secondario, va ad arricchire o a completare l’opera originaria di riferimento. Quali sono gli spin off delle serie tv italiane realizzati fino a oggi e quelli che purtroppo non abbiamo mai visto? 

L'Immortale, spin off di Gomorra La Serie

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Il caso più recente di uno spin off italiano di successo è “L’Immortale”. Il film riprende le vicende di Ciro Di Marzio, il personaggio secondario di Gomorra La Serie. Lo spin-off, diretto dallo stesso interprete di Ciro, Marco D’Amore, si pone tra il finale di Gomorra 4 e l’inizio di Gomorra 5. La risposta da parte del pubblico è stata eccezionale con € 602.000 nel primo giorno di incasso, il miglior esordio del 2019. Per la prima volta nella storia del cinema italiano, Marco D’Amore ha portato un’opera televisiva sul grande schermo. La critica lo premia giustamente con un Nastro D’Argento, un Ciak D’Oro e una candidatura ai David di Donatello.

Rosy Abate spin off di Squadra Antimafia

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Dopo 8 stagioni di Squadra Antimafia, una delle fiction più seguite e apprezzate dal pubblico italiano, Taodue produce lo spin-off “Rosy Abate La Serie” con la protagonista Giulia Michelini. Al centro della storia il rapporto tra Rosy Abate e il figlio Leonardo. L’inserimento di nuovi personaggi non scalfisce la storia originale e addirittura la perfeziona nei minimi dettagli. Lo spinoff riesce anche a completare tutti i punti lasciati in sospeso da Squadra Antimafia. Un lavoro eccezionale, costruito in 10 puntate divise in 2 stagioni, in onda su Canale 5 dal 2017 al 2019. 

Da ammirare anche la scelta delle location. Oltre all’inseparabile Sicilia, il set di Rosy Abate ha fatto tappa a Roma, in alcune parti della Liguria come Sanremo, in Francia e a Napoli. Quest’ultima con l’altissimo rischio di emulazione con altre fiction italiane. Il risultato, però, è stato sorprendente. Lo spin-off di Squadra Antimafia ha trovato una sua identità anche in una piazza subissata da serie dello stesso genere. Gli affezionati non hanno rinunciato a questo inedito appuntamento e la prima stagione vanta ancora oggi il primato negli ascolti delle fiction Mediaset degli ultimi 5 anni. La prima puntata trasmessa nel 2017 ottenne 5 milioni di telespettatori e il 20,2% di share. Nella puntata finale fa addirittura meglio con oltre 5 milioni e il 20,5% di share. In questi giorni del 2021 Mediaset Extra sta ritrasmettendo le repliche e il pubblico sembra ancora gradire. Purtroppo, però, non è in programma “Rosy Abate 3”, bensì “Rosy Abate le origini del male” il prequel che racconterà l’adolescenza della protagonista dai 13 ai 20 anni. Per ovvi motivi non sarà Giulia Michelini a interpretarla. 

Squadra Mobile spin off di Distretto di Polizia

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Dopo 282 episodi, Distretto di Polizia non va avanti con la dodicesima stagione, ma decide di produrre lo spin-off titolato “Squadra Mobile”. Il protagonista di Distretto, Roberto Ardenzi, interpretato da Giorgio Tirabassi, viene promosso come vice-questore. Nel cast entrano nuovi volti estranei dalla serie originaria come Daniele Liotti (Claudio Sabatini) e Serena Rossi (Valeria Goretti). Sembrava una mossa azzardata e invece l’impatto con il pubblico, in parte legato ancora a Distretto, è stato più che positivo, almeno nella stagione d’esordio. La prima, infatti, ottiene una media di quasi 5 milioni di telespettatori, mentre la seconda crolla al 12%. L’eccesso di fantasia può snaturare il prodotto. Uno dei difetti più comuni in uno spinoff.

Complimenti per la connessione spin off di Don Matteo

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Come fare uno spin-off di Don Matteo senza Don Matteo. Nino Frassica ci è riuscito con “Complimenti per la connessione”. Stessa ambientazione, stessi personaggi con al centro una tematica innovativa: un viaggio istruttivo e divertente alla scoperta del mondo tecnologico. I protagonisti sono Il Maresciallo Cecchini e la sua famiglia insieme al Capitano Tommasi e al mitico Pippo – Francesco Scali. Sono state realizzate 2 stagioni per un totale di 40 episodi trasmessi in piena estate. Un esperimento che ha smorzato l’attesa tra una stagione e l’altra di Don Matteo.

I Cesaroni spin off di Eva e Marco "Quello che non sai di me"

Nel 2008, poco dopo la fine della seconda stagione, Publispei ufficializzò la produzione dello spin off de I Cesaroni che raccontava le vicende di Eva e Marco. “Quello che non sai di me” era il titolo scelto per il film, ispirato all’omonimo libro, che svelava appunto i segreti dei due amati personaggi interpretati da Matteo Branciamore e Alessandra Mastronardi. Il capitolo cinematografico si ubicava tra la fine della seconda e l’inizio della terza serie, distaccandosi quasi completamente dalla quotidianità della famiglia Cesaroni. Per ragioni di tempo il progetto è stato sospeso e mai più ripreso. Fu presentato al TG5 e anche in un breve trailer promozionale trasmesso in alcune sale cinematografiche. Ma non è tutto qui, in realtà 2 spin-off sui Cesaroni sono stati realizzati.

Né al cinema, né in tv. Lo spin-off de I Cesaroni è stato portato in teatro. Nel 2019 Antonello Fassari è il protagonista di “Che Amarezza”. L’attore interpreta, in diverse parti dell’esibizione, Cesare Cesaroni. La fine dello spettacolo è un vero e proprio addio alla fiction e al suo personaggio. Nel 2010, invece, è stato portato in scena il musical teatrale “Gli imprevedibili ragazzi de I Cesaroni” con al centro il giovane cast della serie tv: Giulia Luzi, Niccolò Centioni e Claudio Bonini (Jolanda, Rudi e Budino). Quel che resta de I Cesaroni è un finale che ha deluso tutti. Forse, proprio uno spinoff avrebbe risolto i punti dolenti dell’ultima catastrofica sceneggiatura.

Blog di Alberto Fuschi

Giornalista iscritto presso l'Ordine Nazionale dei Giornalisti. Blog Magazine: Piper Spettacolo Italiano

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