Raimondo Vianello e Totò, due miti dello spettacolo italiano scomparsi nello stesso giorno

Dieci anni dalla morte di Raimondo Vianello, Totò ci lasciò il 15 aprile di 54 anni fa

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Raimondo Vianello e Totò nel film Totò Diabolicus (1962)

Raimondo Vianello e Totò, due miti dello spettacolo italiano sono andati via nello stesso giorno. Raimondo Vianello il 15 aprile 2010, Totò il 15 aprile 1967. I loro destini si sono incrociati più di una volta, Raimondo Vianello ha debuttato come attore con Totò nel film “I due orfanelli”. Il caso più emblematico nel film “Toto Diabolicus”. Vianello interpretò Michele detto Lallo, nel ruolo particolare del marito di Totò. 

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Raimondo Vianello parla di Totò «È stato il mio idolo»

«Per me ragazzo Totò è stato un idolo. Più tardi ho debuttato in cinema con lui ne I due orfanelli: facevo un ufficiale a Villa Borghese, forse una sola posa. Due o tre pose le ho fatte in Fifa e arena e Totò sceicco.

In Totò Diabolicus ero addirittura il marito di Totò, il quale, vestito da donna, aveva caldo e si faceva aria agitando la gonna.

Sapeva che non ero figlio d’arte, ero diventato attore per combinazione ed ero di estrazione nobiliare da parte di madre: e questo lo entusiasmava molto.

Mi prendeva da parte e mi diceva: «Facciamo una compagnia solo di nobili», e cominciavamo subito a fare elenchi con Giangaleazzo Benti, e cioè il conte Bentivoglio-Pallavicini e altri.

Gli sarebbe piaciuto farlo davvero, vedeva già l’intestazione: «Il principe Antonio De Curtis presenta. ..».

Quando facevo queste mie comparsate, mi prendeva sottobraccio, chiacchieravamo molto amabilmente. «lo posso dare titoli nobiliari, sono principe di Bisanzio, discendente di Costantino, se trovo un qualcosa di Massenzio sono a posto».

E il giorno dopo mi parlò di Sassorubra, c’entrava in qualche modo anche lì. Dovevamo fare una scena in cui lui si spacciava per medico del duca, io ero un ministro (Sua eccellenza si fermò a mangiare). lo dico: «Anzi», e lui dice «O Nettuno».

Mattòli fermò la scena, non ne voleva sapere. Totò mi prese da parte e mi disse: «Sono diventato famoso con queste battute.

lo lo chiamo avvocato e lui mi chiama Totò e mi dà del tu». Mattòli allora lo prendeva sottobraccio e lo stringeva un po’. E Totò diceva: «Mi ha stretto il braccio, mi ha fatto male».

Blog di Alberto Fuschi

Giornalista iscritto presso l'Ordine Nazionale dei Giornalisti. Blog Magazine: Piper Spettacolo Italiano

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