Buon compleanno ad Alessia Gazzola, creatrice del mondo de l’Allieva, il racconto “My Sweet Quarantine” di Alice Allevi e Claudio Conforti nell’ebook “Andrà tutto bene”

Tanti auguri alla scrittrice italiana Alessia Gazzola, la madre letterararia di Alice Allevi e del fantastico mondo de l'Allieva

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Tanti auguri alla scrittrice italiana Alessia Gazzola, la madre letteraria di Alice Allevi e del fantastico mondo dei romanzi de L’Allieva che hanno portato alla successiva creazione della fiction di successo nata nel 2015 e mandata in onda per la prima volta su Rai Uno a settembre del 2016. A prendere il volto della protagonista è Alessandra Mastronardi con il mitico Claudio Conforti impersonato da Lino Guanciale. Insieme a loro, un cast di simpatici specializzandi. Un racconto appartenente alla fiction crime, sempre più diffusa nel nostro paese, ma con un tocco giallo rosa che ha appassionato il grande pubblico. 
Alessia Gazzola è riuscita a creare altri personaggi e nuovi romanzi di successo come Lena e la Tempesta, Questione di Costanza e Non è la fine del mondo. L’estate scorsa ha vinto il prestigioso “Premio Bancarella” per l’ultimo romanzo della saga di Alice Allevi “Il ladro Gentiluomo”. L’Allieva 3 tornerà nel 2021 su Rai Uno con la terza e ultima stagione tratta soprattutto dal romanzo “Arabesque”.

Andrà tutto bene, il racconto della quarantena di Alice Allevi e Claudio Conforti "My Sweet Quarantine"

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Per l’occasione oggi è uscito l’ebook “Andrà Tutto bene” dove è presente il racconto della quarantena di Alice e Claudio dal nome “My Sweet Quarantine” di Alessia Gazzola. Ecco un estratto.

Io e Claudio siamo a Washington dc ormai da più di un anno. Lui è visiting professor di Forensic Pathology alla Georgetown University, io sto svolgendo il mio dottorato di ricerca che ormai è giunto quasi al termine. Rimpatriare non pare un’ipotesi da attuare nell’immediato, lui dice sempre che lo farà solo quando ci saranno condizioni che a lui sembrano appropriate.

È notte, ma non riesco a dormire.

Anziché girarmi e rigirarmi nel letto, è meglio che mi alzi del tutto.

Prendo dalla dispensa l’ultimo pacco di Oreo e mi metto sul divano a guardare in tv per la millesima volta Harry, ti presento Sally.

Sono arrivata alla scena in cui Harry e Sally sono insieme al Metropolitan, quando Claudio compare in sala. Versa del vino in due bicchieri e prende posto accanto a me porgendomene uno. Un party di mezzanotte! Allora è vero che la quarantena può riservare inattesi momenti speciali.

C’è in casa un’atmosfera intima, possibilista, gradevole persino, un po’ come quella della vigilia delle feste. «Cin», gli dico.

«Cin», risponde lui.

«Non riesci a dormire neanche tu?» gli chiedo.

«Mi sento totalmente sballato.»

«Sono saltati i ritmi.»

«È saltato tutto, questa è la verità. Stavi guardando un film?»

«Tanto lo conosco a memoria. Hai voglia di parlare?»

«Non ti preoccupare.»

Rimetto play, ma cinque minuti dopo interrompo di nuovo perché Claudio mi dice: «Hai presente quando mi hai chiesto cosa vorrei fare quando tutto sarà passato?».

«Hai la risposta?» Annuisce. «Ce ne hai messo di tempo!»

«Perché ci penso due volte prima di parlare, io. Non si sa mai. Potresti usare contro di me cose dette in un momento di debolezza.»

«Insomma, cosa vorresti fare?» gli chiedo, guardandolo negli occhi.

«Non è qualcosa che sto dicendo tanto per dire.»

Ha il viso stranamente disteso, senza l’ombra della tensione che lo ha indurito negli ultimi tempi .

«Difficilmente dici qualcosa tanto per dire. Nel bene e nel male. Forza, parla. Non lo userò contro di te, prometto.»

«Lo sai che sono contrario alla retorica di tutte le cose che ci ha insegnato il Coronavirus.»

«Non riesco a immaginare una persona più cinica.»

«Non è cinismo, è che mi danno fastidio tutti questi propositi di buone intenzioni, quando poi torneremo tutti come prima se non peggio, quando tutto sarà passato. Sono cose che si dicono perché siamo disperati, poi ce ne dimenticheremo.»

«Be’, magari non tutti. Io certe promesse che ho fatto a me stessa in questi giorni intendo mantenerle», affermo con convinzione, ma lui inarca un sopracciglio in una smorfia scettica.

«Vedremo. L’ottimismo non è il mio forte.»

«Non a caso ti abbiamo sempre chiamato dottor Sconforti. E quindi? Cos’è che vorresti fare come prima cosa, quando finirà la quarantena?» insisto.

Lui finisce di bere, poggia il bicchiere per terra e, incredibile, si asciuga le belle labbra con la manica della maglietta. Dopo questo gesto posso ben dirlo: è arrivata la fine del mondo.

«Io vorrei tornare in Italia», dice, con voce forse un po’ stanca, forse emozionata. Non lo so. «Voglio tornare a casa, Alice.»

E io lo speravo, Dio se lo speravo.

© 2020, Garzanti S.r.l., Milano

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Alessia Gazzola intervista l'Allieva 2 conferenza stampa

Blog di Alberto Fuschi

Giornalista iscritto presso l'Ordine Nazionale dei Giornalisti. Blog Magazine: Piper Spettacolo Italiano

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