Venezia 76 cerimonia di apertura, il testo integrale del discorso della madrina Alessandra Mastronardi «Il cinema è l’arte delle prime volte»

Venezia 76 l'introduzione della madrina Alessandra Mastronardi alla cerimonia di apertura

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foto Getty Images

Il testo integrale del discorso della madrina Alessandra Mastronardi che ha aperto ufficialmente Venezia 76

«Appena ho realizzato che sarei stata la madrina di Venezia ho subito avuto un tuffo al cuore e ho realizzato anche che sarebbe stata la mia prima volta su un palco così importante come questo. E dopo aver fatto pace, o quasi, con le varie emozioni del caso come la gioia o il terrore, l’entusiasmo o l’ansia, ecco dopo aver pensato tutto questo ho riflettuto su due parole fondamentali nella vita di ciascuno di noi: prima volta. La nostra vita è un susseguirsi di prime volte, prime volte che ci influenzano, prime volte che cambiano le prospettive, come la prima volta che incontriamo l’amore o la prima volta che saliamo sul sellino di una bicicletta, ecco tutte prime volte che lasciano i segni o forse dovrei dire cicatrici visto quella che ho qui sotto il mento (ricordo della mia prima bicicletta). Ma comunque sia, le prime volte che non dimenticheremo mai, come la prima volta al cinema. Voi ve la ricordate la vostra prima volta? La luce oscurante della sala, le sedie di velluto, o quelle di legno (poi dipende dalla generazione) e la magia di un attimo che accade e in quel momento che sia in un piccolo cinema di paese oppure in un multiplex di una grande città, in quel momento la sala diventa per tutti come un grande dirigibile capace di trasportarci magari in un grande passato in bianco e nero, oppure in un futuro così lontano difficile anche da immaginare. In fondo, il cinema è l’arte delle prime volte, perché con i suoi personaggi, i suoi intrecci, rende tutto unico e irripetibile, così come nella vita. Ecco, io mi ricordo la prima volta come un evento epico in un luogo sospeso tra passato e futuro dove branchi di dinosauri correvano liberi, vi assicuro surreale, ma anche molto intenso. La prima volta al cinema di mia madre invece ha avuto uno scenario totalmente diverso, decisamente romantico, dove un giovane giornalista, aspirante scrittore inseguiva la vita dolce romana di quegli anni. Se posso dirlo, quanto ci manca quel giornalista? Se invece chiedeste a mio padre, lui vi racconterebbe tutte le sue emozioni su quelle nebbie e quell’operaio portuale chiamato Malloy che poi sarebbe diventata un’icona di intere generazioni. Io scommetto che ognuno di voi ha un ricordo ben preciso della prima volta al cinema. Un emozione forte, legata al primo film visto. E poi è questa la magia del cinema. Parlare un linguaggio universale, senza pregiudizi, ma soprattutto parlare a ciascuno di noi, farci amare i nostri limiti, farci accettare le nostre inadeguatezze, darci speranza. Ormai noi viviamo in una società dove ci dicono costantemente che non c’è tempo, non c’è tempo per gli errori. Che dobbiamo essere i primi, sempre, in tutto. A volte anche dimenticando la nostra stessa umanità. Ecco il cinema con i suoi film ci dice invece che i grandi uomini non sono sempre nati grandi, ma sono anche diventati grandi, che se noi abbiamo un obiettivo da raggiungere dobbiamo essere capaci di cadere, cadere anche 7 volte se è necessario, ma rialzarcene 8. Che i nostri sogni, in realtà, sono imperfetti come lo siamo noi, ma sono bellissimi così, imperfetti come lo siamo noi. Gli eroi dei nostri film ci dicono che va bene sbagliare non bisogna aver paura delle prime volte perché poi alla fine per ottenere qualcosa che non abbiamo mai avuto, dobbiamo fare qualcosa che non abbiamo mai fatto. E se ci vogliamo voltare indietro, va bene, ma solo se è per dirci guarda da dove sei partito e ora guarda davanti a te, guarda dove sei. E io sono a Venezia.

Signore e signori, buonasera e con grande onore e immensa gratitudine che vi do il benvenuto e do il benvenuto alla 76a edizione della Mostra d’Arte Cinematografica, la Biennale di Venezia».

Alessandra Mastronardi

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Alberto Fuschi

Giornalista iscritto presso l'Ordine Nazionale dei Giornalisti Fondatore e direttore della rivista Piper Spettacolo Italiano

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